Dibattito :
L' Olivicultura Fonte Di Ricchezza Per Il Territorio
Spezzano Albanese, Sala Consigliare 24 Ottobre 2009
Introduco brevemente questo dibattito, che comunque ha avuto modo di mancare ad ogni aspettativa comunitaria locale lavorativa, visto che si è finito per parlare di industrializzazione meccanizzata a sfondo di profitto latifondista, mentre il titolo del dibattito portava la sigla "OLIVICULTURA FONTE DI RICCHEZZA PER IL TERRITORIO".
Ma quale territorio e quale fonte di ricchezza se per prima cosa si è parlato di come abbattere i costi di produzione con i tagli della manodopera già penalizzata a suo modo dove vede il profitto della catena di distribuzione vantaggiarsi a scapito della manodopera lavorativa sul prodotto stesso. Industrializzazione meccanizzata, macchine e prototipi che abbattono ogni dignità territoriale e lavorativa. Si certo la meccanizzazione in un era evoluta ci sta anche bene ma in che modo utilizzarla e dove visto che il nostro territorio prevalentemente agricolo ha la caratteristica di produrre della qualità del prodotto che andrebbe, sì, valorizzato per le proprietà organolettiche che la contraddistinguono da altri territori alla stessa valenza di coltura, ma che certamente non è la sola meccanizzazione a produrre uno schema di produzione da far valorizzare una coltura locale come un prodotto D.O.C.
Dietro a tutto ed avanti a tutti ci sta il territorio e l'uomo stesso che nella sua forma culturale nel tempo ha valorizzato ciò che oggi noi potremmo definire un prodotto di qualità pregiato che lo vede in un mercato sommerso dove i soli prodotti che hanno vantaggio di essere più conosciuti nella catena alimentare mondiale sono quelli omologati dalle multinazionali.
Ed allora io mi sarei aspettato di sentir parlare di come organizzarsi ed unirsi nella catena lavorativa di questo prodotto che per il territorio collinare che la contraddistingue produce un olio di qualità eccellente per le caratteristiche organolettiche e salutari intrinseche a differenza di altre che utilizzano lo strumento di produzione a catena in vasti territori e che elidono la produttività di qualità della stessa pianta in poco più di una manciata d' anni a differenza delle nostre che invece hanno dietro il tempo e la cultura contadina stessa che oggi ancora di più di ieri vede la specializzazione nella manodopera umana come fonte di tradizione per il suo alto valore di qualità.
Ma allora non sarebbe stato più consono rispetto al titolo del dibattito dover parlare di come gestire questa fonte di ricchezza valorizzandola in un mercato selvaggio dove vede il solo profitto delle grandi multinazionali a pregiarsi dei marchi di qualità addottati più alle volte come simbolo per una commercializzazione del solo lucro a scapito dei prodotti veri di qualità e tradizione che rimangono ai margini di un mercato sommerso e sfruttato inconsciamente ???
Oppure si era lì per propinare alle piccole aziende già in difficoltà una meccanizzazione a scopo di lucro per interessi di investimenti che vedono le aziende di ricerca nella strumentalizzazione meccanica che insieme alle banche annusano il profitto di un investimento di compravendita delle stesse rigirando e raggirando la cultura e l' olivicoltura di qualità con la sola meccanizzazione che vede lo scopo di abbattere il costo della manodopera ???
Ma io nella mia modesta ignoranza mi chiedo o meglio mi viene da pensare: se questo è il futuro del nostro olio di qualità non è che sarebbe meglio per noi braccianti agricoli iniziare a rivedere se non convenga già abituarsi al famosissimo olio di arachidi!!!!?!!!! Visto che ciò che ci hanno propinato in questo tipo di produttività guarda ad un solo ed unico profitto che si restringe in un a manciata di grandi profittatori e allora sarebbe stato meglio un titolo più adeguato all' argomento trattato che certo non è l' olio la fonte di ricchezza per il territorio ma che vedono invece le macchine di qualità a produrre una fonte di ricchezza che vede tre enti predisposti ad incamerare il marchio di DOC e che sono il lati - fondismo che unito alla speculazione di interesse bancario vede nella meccanizzazione il suo interlocutore primario di investimento immediato.
Del resto allora non ci sarebbe neanche da scandalizzarsi quando in seno alla stessa discussione nel dibattito si accenna al lavoro conto - terzista già organizzato con le stesse attrezzature illustrate che mettono a disposizione già da subito se si è interessati ad un profitto di marchio D.O.C
d' eccellenza purché si voglia abbattere qualsiasi forma di ri - distribuzione della ricchezza a vantaggio di pochi.
E allora come si dovrebbe notare la mia affermazione di prima non era fuori luogo quando parlavo di rivedere l 'olio di arachidi come prodotto alimentare sostitutivo per un futuro di sopravvivenza di qualità...!!!! Anche perché il futuro lavorativo agricolo locale e non solo è altamente compromesso dalla meccanizzazione che guarda al solo profitto latifondista..
E allora ha ragione il mio amico Claudio La Regina quando canta a gran – voce “Qu jan vasces vesctur lambador …”* (traduzione* = “Dove sono le donne vestite del tradizionale costume lambador…”) se il principio del benessere umano lo si vede nella omologazione meccanizzata, profitto per pochi intimi, che nell’ abbattimento della cultura e dei valori umani che in questo caso come puro riferimento fa caso all’ abbattimento della tradizione e della cultura che si traduce in abbattimento della coltura dei prodotti che hanno un pregio per come nel tempo e per tradizione sono stati curati ??? e che ora non si vedono più in quanto il pregio che li contraddistingueva è stato sostituito da un omologazione sfrenata che nella meccanizzazione ha portato l’ anticultura del profitto di un benessere per pochi e non certo a vantaggio delle tradizioni e di un territorio che ne subisce le cause nella mancanza del lavoro e del suo potere contrattuale di una manodopera altamente specializzata in quanto fa della sua tradizione e del suo territorio un prodotto di una qualità eccellente.
Lascio ora ogni ulteriore considerazione al lettore che seguirà l’ intervento del dibattito che può essere un motivo di discussione interessante visto che anche l’ amministrazione locale attuale adotta politicamente un abbattimento della manodopera a vantaggio capitalistico. E’ una scelta politica anche questa perché nel lavoro si traduce il maggior interesse di scelte politiche. E qui a voi lascio le considerazioni di ogni vostro pensiero … (F. Garofalo)
Video Durata: 3.00.18
Sono intevenuti nel dibattito:
Saluti: Vicenzo CURCI ( Direttore Scientifico A.O.S. Associazione Olio Extravergine e Promozione Sociale di Spezzano ALbanese )
Luigi SERRA ( Vicesindaco del Comune di Spezzano Albanese )
Interventi: Fiorenzo VICECONTE ( Consigliere delegato all' agricoltura del Comune di Spezzano Albanese )
Ranieri Marcello FILIPPELLI ( Vice Presidente BBC di Spezzano ALbanese )
Relazione: L' olivicultura del territorio tra tradizione e innovazione
Pietro TOSCANO ( Ricercatore CRA - OLI - Centro di Ricerca per l' Olivicultura e l' industria Olearia - Cosenza )