Spezzano Albanese, Sala Consigliare 16 Novembre 2010
Premetto che sono un tipo che se esce di mattina intorno alle 11:00 volentieri se mi fermo in un bar cerco di trovare un pò di compagnia per bere un aperitivo ( anche alcoolico, tipo birra, ma volentieri, me ne faccio, anche due o tre ( bicchieri) se la compagnia è allettante) insieme e fare nello stesso tempo quattro sane chiacchiere all' insegna della libertà di pensiero. Che molte volte si trasforma anche in una presa per il culo di posizioni diverse ideologiche di presa di partito di parte o se anche non di parte di modus operandi all' insegna dell' etica e della moralità che per taluni per indole cartatteriale ha un significato diverso nel contesto o per il piacere di prendersi in giro vicendevolmente senza scontri di interesse...
Ma purtroppo non è per tutti cosi..
C' è chi dalla politica ha avuto e vorrebbe ancora che ricevesse un generazione sua futura per sorta di caratteristica ( ereditaria del tipo presidenzialista anche se vorrebbe convicere di esseree un pò comunista, ancora) che si forma non nell' idelogia ma nel rispetto d' interesse che essi hanno in quella forma di potere che tanto ha dato in quelle generazioni che oggi ne si paga, ancora, la conseguenza di scelte che pur, si, ideologiche nel penisero che accomunava le esigenze di allora, oggi si ripercuotono in quell' interesse di vantaggi e di rendimento che quella sorta di politica che usava le necessità di un popolo votante e delegante si ripercuotono nell' usufrutto di potere economico di vantaggio che si vuole ripercorrere in una sorta di ereditarietà di logica di pensiero che lega i consanguineii come potere di logica non contrastante alle nefande politiche evidenti di oggigiorno e che si ripercuotono nelle stesse esigenze popolari di vivibilità quotidiana con la solo scusa che portano quell' eredità consanguinea e di esperienza che nessuna logica di pensiero esatto statisticamente oggi avrebbe o potrebbe competere con la loro solo per il fatto di essere ereditaria di un tempo dove tutto era possibile visto che quel tempo legava il popolo delegante alla ricotruzione ma forse meglio dire costruizione , visto che nell' allora tempo niente cera di quello che noi aggi siamo abituati per diritto ad avere ma che ancora per logica locale ci viene offerto come piacere interscambiabile in una logica di voto.
Ed ecco allora come compare l' interscambio presidenzialista ereditiero in una società che da qualche decennio multiplo di definisce democratica di diritto e dovere per costituzionalità di diritto ottenuto col sacrificio di sangue dei Patrioti che ci hanno creduto e si sono sacrificati per il futuro di tutte le generazioni affinchè quel presidenzialismo che ricorda l' ereditarietà sovrana di diritto Divino non dovesse mai più Divenire quel diritto a cui fanno obbligo i doveri di ogni suddito cittadino...
Ma dove voglio arrivare con questo mio dire!!!
Quale sorta di pensiero vorrei smascherare!!!
Ecco appunto questa mia seconda mia afferamazione ha intrinseco in se stessa tutto qauello che compete l' omertà di interesse si potere locale, politicamente è da intendersi...
Proprio perchè con la politica e le sue scelte e i suoi personaggi oggi ancora abbiamo a che fare con quella sorta di sudditanza, che legava i nostri avi al RE, che oggi lega il cittadinbo a quelli che sono i suoi diritti ma che ancora aggi vogliono essere scambiati come favori.
Ed è il favore che si chiede!
Favore come voto al tempo delle elezioni per non so quale programma nascosto ai ben pensieri..
Ma di favore si tratta per un tacito consenso tra diritto dovuto per costituzione cittadina a favore per non essere ostacolato in un futuro che vede la tua stessa vivibilità compromessa da un consenso tacito ad un dissenso logico.
Ma tutto questo non basta..
Perchè se non c'è un ricatto per un consenso di diritto c'è l' alternativa di un isolamento per una sorta di opinione di un fare onorevole (avvallo per un voto giusto ) o disdicevole ( negatività per un pensiero contrastante ) rispetto al modus operandi in una comunità che di chiacchiere screditanti ne fa valore per essere in qualche modo superiore pur non avendo nè titoli e nè ragioni!!!
Ma qui lascio l' intelligenza di ciascuno approfondire questa analisi logica di convivenza e di sopraffazione che non guarda l' altezza di pensiero ma che si sofferma ancora a voler vivere quella sorta di sudditanza ad un potere occulto e di minaccia che come ai grandi RE guarda quell' oligarchia ereditaria che ha usufruito dei beni e vantaggi ed ha tenuto così al giogo quel popolo rivoltoso che ha sempre combattuto e parlato di uguaglianza e rispetto reciproco.
E qui mi fermo, appunto...
Ma voglio approfondire portando le mie parole ancora sul significato di omertà e potere.
Che centra, direte voi, l' omerta e il potere con l' ordine pubblico e la microrciminalità argomentazione trattata, o meglio dire che si sarebbe dovuta trattare, in un contesto di dibbattito come riporta il titolo soprastante !?!
Centra..
Eccome centra!!!.
Centra perchè di omertà conseziente se ne fatta giogo il potere fino ai nostri giorni..
E cioè vale a dire che ognuno o quasi ognuno s' è fatto scudo di quell' omertà di denuncia non denunciata per portare voti e consensi ad un modus operandi che si mascherava dietro al consenso ideologico di partito ma che in verità ha giocato sul ruolo del potere famigliare che i numeri dei voti acconsentivano alla SCALATA dei vertici di gestione dei fondi pubblici.
E di questi se ne indirizzata l' usufrutto a discapito dei veri indirizzi a loro destinati come fondi comuni alla gestione di servizi per il benessere collettivo e che oggi noi PAGHIAMO LE COSEGUENZE, visto la stragrande maggioranza di opere pubbliche che non danno ne servizio e ne servigi ma che rimangono monumenti di monumentali discorsi da servire nelle campagne elettorali come fonte di scontri delle malefatte programmazioni.
E non basta questo.. perchè ancora di opere dovute alla propaganda illecita che non si sottrae all' omertà di consenso di vantaggio stanno ancora tutti quei ricatti di posti che si interscambiano con il diritto di meritocrazia ma che se ne avvantaggiano i piu meritevoli famigliari di nuclei prosperosi che di voti innalzano al seggio elettorale qualsivoglia candidato che pur non avendo numeri di programmazioni ideologiche o meno si avvantaggia di quel promisquo numero che diventa garante di una posizione vantaggiosa per non dover soccombere nello svantaggio del ricatto di numeri elettorali nel concorso di gestione di lavori e manodopere pubbliche indirizzate alla manovalanza di gestione locale e di impresa.
Ma che significa questo ???
Significa che comunque si affronti o si sarebbe voluto affrontare un discorso di soluzione di parte, o non, un problema non si è toccato la conseguenza di qualsiasi scelta elettorale o amministrativa di ieri o di oggi che comunque detengono nella politica e nelle scelte di programmazione e di lavoro le conseguenze di un disagio sociale che nella nostra piccola REALTA' come il Comune di Spezzano Albanese non dovrebbero essere di un indice preoccupante, più di tanto, rispetto a realtà ben più grandi della nostra da gestire.
Ma il caso vuole che di programmazione mirata alla collettività in generale senza discriminazione di parte presa o votante qui se ne vista ben poca..
E tutte le parole di promesse e propaganda elettorale fino ai nostri giorni sono e rimangono ancora parole vuote, senza un senso logico di destinazione nella realtà vivibile del nostro comprensorio.
Ed ad oggi, come ha ricordato bene, Sua Eccellenza Il Prefetto Antonio Reppucci, nelle consclusioni del dibattito svoltosi nel nostro Comune insieme ai Sindaci del comprensorio sono ancora ben piu preccupanti visto i tagli e l' antipolitica verso il meridione cui svolgono le scelte dei poteri di maggiornza e CAPITALISTICI che proteggono il classismo Nordista nei confronti di un meridione che si è addormentato sugli allori di una grande civiltà che ha propagandato storia e cultura ma che oggi riesce solo a far migrare i suoi genii perchè altrove trova terreno fertile per operare mentre nelle nostre terre rimangono solo allori e dormienti succubi di un omertà di sudditanza verso poteri forti di obbedienza di piaceri ma che addormentano in un sonno saporifero il saper fare e diventano nello stesso tempo parteci di un illegalità di soppravvivenza locale, per essi stessi, in un ingordigia che reclama "Lo Stato" mentre è lo stesso stato ad essere usurpato in quei diritti che offre per le lotte di conquista ottenute dalla stessa popolazione che richiama il valore costituzionale di un Italia unita, ma senza l' onore di usufruirne per un diritto lecito ma che lo vede come un piacere da ottenere raggirando le regole di onestà per un piacere ottenuto in merito ad uno scambio che qualche volta rasenta la scelta politica partitica che richiama i suoi voti di favore e non di pensiero.
Lo Stato C'E'.. Dice Sua Eccellenza Il Prefetto..
E c'è Sempre Stato..
L'esserci o il non esserci stà nel sapere distinguere la legalità e la non legalità secondo un educazione di costume che risale nel migliore dei modus operandi ai nostri avi, dove il cotrollato era lui stesso controllore del modo di agire secondo l' etica e la moralità che, io, definireii quell' onestà interiore che ti lascerebbe morire di fame pur di non togliere ad altrui ciò che non ti appartiene.
E allora concludendo e volendo per prima cosa citare, in risposta, anche ciò che è stato detto dagli altri esponenti che hanno partecipato a questo impegnativo dibattito che riguardava l' "Ordine Pubblico e la Microcriminalità" e che loro, cioè i nostri esponenti amminstrativi e le parti sociali che hanno partecipato si sono limitate ad esporre solo i disagi sociali che noi comuni cittadini già conosciamo bene ma non abbiamo sentito parlare, da parte loro, di idee o programmazione futura per la soluzione o l' arginazzione, quantomeno, di tali problematiche che comunque, a mio avviso, rimangono conseguenza di quel disagio sociale, nella stragrande maggioranza, che troverebbe un argine di soluzione nella programmazione del lavoro indotto e coaudiuvante di opere e servizi che la politica può scegliere ed optare per venire incontro alle problematihe che il privato inpone al mondo lavorativo.
Ma ora dopo questa mia brevissima disgressione analitica di pensiero lascio il lettore alle sue considerazioni sul dire dell' evento e alle analisi che vorrà e sarà indotto di riflessione a farsi..
E AVANTI POPOLO.. (F. Garofalo)
Video: 2.18'.26"
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