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    Conferenza e dibattito : Dal Modulor di Le Corbusier alla Città sostenibile

    Spezzano Albanese, Sala Consigliare 14 Novembre 2009

    nessuna


    Si è svolto a Spezzano Albanese Un Convegno dal Titolo:


    "LA CITTA' SOCIALE: PIANIFICAZIONE URBANA A MISURA DEL CITTADINO"


    patrocinato dall' UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l' Educazione, la Scienza e la Cultura), dalla Regione Calabria e dall' Università della Calabria .. per finire al patrocinio del Comune di Spezzano Albanese stesso.
    Convegno che ha visto la partecipazione nella loro presenza di campo di quasi tutti gli Ingeneri ed Architetti del comprensorio e della cittadina di Spezzano stessa oltre che ad un folto numero di cittadini attenti alle tematiche politiche e di salvaguardia del territorio.
    Uno degli scopi del convegno è stato quello di avvicinare la parte più interessata allo sviluppo urbanistico agli amministratori locali con l' intento di ridiscutere uno sviluppo territoriale urbanistico a misura d' uomo quanto più sostenibile socialmente.
    Forse un modo per far conoscere da un punto di vista culturale i problemi legati allo sviluppo urbanistico e territoriale agli stessi addetti ai lavori.
    Conoscenza delle tematiche legate al territorio, informazione, sinergie tra enti pubblici e privati per ottimizzare uno sviluppo sostenibile attraverso un sondaggio di opinioni, almeno l' intento era quello, presumibilmente.
    Un sondaggio di opinioni che avrebbe dovuto raccogliere dati informativi per tracciare un quadro realistico su quanto e come, le amministrazioni pubbliche, spendono in qualità e utilità di servizi legati alle esigenze del cittadino in prospettiva di urbanizzazione a misura del cittadino.
    Ma la risultante di questa iniziativa ha avuto tutt' altri risvolti, quant' anche se in maniera accennata hanno avuto un peso marginale i presupposti a cui si era forse pensato che un titolo di un convegno del genere avrebbe dovuto dare.
    Ma venendo al dunque e alla parte propositiva del convegno stesso mi viene da dire : Ma non siamo esseri umani dalle stesse esigenze !??? e cioè vivibilità del territorio inteso come spazio vitale alle stesse esigenze primordiali dell' essere umano ?
    E la domanda mi nasce spontanea quando pur non conoscendo il Signor, Architetto Le Corbusier che a metà circa del Novecento degli anni Novanta ci proponeva una vivibilità in base alla misura d'uomo dello spazio fisico in un era che si evolveva nell' omologazione industrializzata in cui l' essere umano era visto solo come macchina umana atta alla produzione e al consumo e il senso culturale del valore stesso dell' essere era calpestato da una visione poco lungimirante del capitalismo di profitto che usciva come prole rinata di un imperialismo ereditario considerato investitura "Di Volontà DIVINA"...
    E allora vengo subito al dunque visto che lo spazio vitale "Dal Modulor" viene rinchiuso in metri quadri con un architettura dello spazio racchiuso, si e no, in qualche metro quadro dove tutto si incastra per salvare metri quadri che si sviluppano in numero proporzionale all' intensità di ripopolamento e il tutto succede in base ad un esponenziale di profitto che si potenzia sull’ insostenibilità della vita stessa ed allora ecco che riaffiora "LA CITTA' SOCIALE" come tema di confronto in uno spazio culturale che vede addetti ai lavori a confronto con la sostenibilità, dovrebbe essere sottointeso di vivibilità umana, nelle scelte politiche amministrative.
    Certamente come s'è ne dedotto dalle politiche degli ultimo 40 anni un vero conflitto di interessi in quando da ambo le parti la storia ci insegna che è stato e lo è, tuttora e ancora oggi, una stessa politica di interessi ed interesse di profitto lucrativo sostanzioso.
    E allora nn c'è da scandalizzarsi quando si sente dire: "non permettiamo di costruire ancora di piu", ((visto che ci sono palazzine con appartamenti da vendere)), "ma facciamo più strade !", (( come se il proibizionismo sul mattone con l' incentivarsi del catrame fosse motivo di ambientalismo da inneggiare per una sorta di vivibilità sostenibile))...
    Ma quale vivibilità sostenibile !?!
    Quella degli Architetti o degli Ingeneri ..!?!
    O la vivibilità umana intesa come sociale..???
    Per fortuna che qualche risvolto più di interesse umano nel senso più lato si è messo in luce con l' elencazione degli indici di qualità, nominati come potenzialità, di una qualità di vita cosa che, sì, in "Tema" si sarebbe dovuto approfondire visto che la sostenibilità della vita si misura in base alla qualità di vita che lo stesso territorio dove l' uomo opera e vive gli contraccambiano proporzionalmente in base alle scelte di un operato amministrativo non ereditiero del profitto di lucro ma elettivo nel rappresentare tutti i cittadini in egual maniera secondo una qualità democratica rappresentativa e non presidenzialista o personalistica lucrativa.
    E allora perché non approfondire parlando non del gusto o meno di un arco di trionfo che fa da entrata ad un panorama più vasto ma della funzionalità dei servizi e delle infrastrutture esistenti a partire per una giusta sicurezza non solo di chi si preoccupa di una strada poco illuminata come sicurezza cittadina piuttosto che rivalutare il degrado strutturale come sin-omino di insicurezza personale stessa e per degrado strutturale intendo le strade malcostruite secondo dei criteri architettonici di sicurezza e di resistenza al tempo e all' usura delle medesime, per danni infrastrutturali intendo un acquedotto non consono alle reali esigenze di norme di servizio soddisfacenti per il comprensorio territoriale, per danni infrastrutturali intendo tutte le strutture pubbliche costruite senza tener conto delle norme di sicurezza delle medesime vedesi le multiple costruzioni di campetti di cui si ridiscute la stessa sicurezza nella cementificazione copiosa ed abbondante che ha quell' endicap di non apparire agibile nella sicurezza stessa per l' incolumità dei potenziali usufruitori, per danni infrastrutturali intendo il disservizio creato con la mancata occupazioni nella progettualità di investimento occupazionale amministrativo nell' ambito dei servizi di sicurezza stradale e cittadina con un adeguamento alle necessità reali di una cittadina del "Numero" dei Vigili Urbani ( e qui entriamo nella fatti-specie degli indici di qualità sostenibile in sicurezza e occupazione lavorativa), stessa cosa per l' impiego degli operatori ecologici, gli unici ancora, che rendono l' aria e la cittadina vivibile nelle esigenze giornaliere di qualità di vita sostenibile visto che di tali servizi i cittadini stessi se ne fanno e se ne sono sempre fatti carico copiosamente con le "derrate o , meglio dire in questo caso, errate per i fini, non sostenuti realmente", comunali e con tasse prepagate e preimpostate il cui fine non è mai stato un investimento consono alle reali esigenze di un paese, e ne tantomeno consono al tributo versato anticipatamente, per la vivibilità di qualità del cittadino stesso.
    E allora perché non approfondire questi indici di qualità per rendere alla stessa vivibilità la qualità di una città socialmente sostenibile ???
    Modo questo innanzitutto anche per prevenire quel degrado che nell' insicurezza sociale trova spunto per germogliare.!!!
    Dette queste cose si sarebbe potuto, si, allora approfondire nella diversificazione della sostenibilità e dell' urbanizzazione dal punto di vista della distinzione di necessità tra uomo e donna, ma cosa che avrebbe un senso compiuto solo quando e dopo soprattutto aver inteso prima di tutto cosa è la sostenibilità della vita in un qualsiasi contesto cittadino dal punto di vista delle necessita di qualità di vita come esseri pensanti soprattutto e non solo come una schiera di numerini che fanno gola a chi si fa forza del loro numero per accrescere consensi deleganti un impresa di imprenditori a salvaguardia del proprio profitto.
    E qui concludo lasciando ogni lettore ad una propria riflessione su cosa significhi:
    CITTA' SOSTENIBILE e CITTA' SOCIALE .. (F. Garofalo)


    Video Durata: 1.53.42


    Hanno Partecipato al Convegno con i loro interventi:


    Dott.ssa Carolina LUZZI (Assessore all' Urbanistica, Cultura e Pari Opportunità)

    Dott. Giovanni CUCCI (Sindaco di Spezzano Albanese)

    Ingeniere Nicola GULLO (Responsabile Urbanistica - Comune di Spezzano ALbanese)

    Prof.ssa Giovanna VINGELLI (Centro Women's Studies - Università della Calabria)