Non basterebbe una penna esperta che sappia come illuminare le parole per dare la luce giusta alla bravura di una piccola compagnia di teatro di paese, Il Sipario, che con il loro impegno, la tenacia e l’ estro creativo hanno dato vita con questa loro seconda rappresentazione ad un teatro che ha saputo utilizzare il mimo, il canto, la poesia e l’ ironia culturale della quotidianità di vita locale per dare vita ad una nuova passione quella del teatro e a ridare voce e anima alle poesie e agli scritti di Anna Maria Basile, poetessa e cultrice dell’ idioma e della cultura arbëreshe.
Dico ridare, e questa è una nota aggiuntiva per il lettore, perché le poesie di Anna Maria Basile hanno già un anima, anzi, per essere più precisi, hanno più di un anima. L’ anima della sensibilità del suo vivere e quella della cultura che la circonda e che La attraversa e vive nelle stesse emozioni della poetessa.
Cosi nella mia umile conoscenza posso affermare che questa nata esperienza di teatro a Spezzano Albanese unita al bagaglio culturale offertoci dalla poetessa e scrittrice sopra citata, si possa considerare di un valore inestimabile nella caratterizzazione e nella rappresentazione della nostra cultura, caratterizzata dall’ essere una minoranza linguistica che da vita quotidiana passa anche come rappresentazione teatrale da inscenare per essere portata sulle scene del teatro storico come rappresentazione culturale nella diversità della cultura albanese che la contraddistingue.
Non sono un critico d’ arte ma un semplice spettatore e sono stato davvero onorato di essere stato ospitato ad assistere a questa rappresentazione culturale e teatrale che messi insieme alla bravura degli artisti che l’ hanno inscenata, accompagnati dalle musiche e canzoni in lingua arbëreshe dei F.lli Scaravaglione e con la presenza straordinaria dei giovani cantanti e talenti come Claudio La Regina, Letizia Aita, M. Antonietta Marcovicchio, Emiliana Oriolo e Ausilia Candreva che con le loro voci hanno cullato la nostalgia dei vecchi ricordi e cotonato una cultura raccontata ed inscenata a parole facendo affiorare la vita che tra le note del loro canto non smetteresti mai di sognare.
La loro presenza e il loro canto ha così accompagnato il silenzio del tempo dove l’ anima si rifugia nel ricordo attutendo anche i propri dolori quelli che non fanno rumore ma che nel silenzio dell’ anima accompagnati dalle loro note cantate in un posto al buio lontano degli occhi di tutti avresti trovato un sorriso silenzioso che era una lacrima che evaporava nel ricordare.
Con questa premessa lascio il lettore alle proprie considerazioni..(F. Garofalo) ..
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E qui concludo rigraziando Giuseppe Piragine per la direzione artistica, scenografica e costumistica e Demetrio Corino per la regia dello spettacolo teatrale, noncchè rigraziamo tutti gli attori che hanno saputo interpretare brillantemente nella mimica e nell' interpretazione la nostra cultura arbëreshe, per averci fatto divertire e per aver fatto nascere questa nuova passione "Il Teatro":
Adele Marino ( che ha interpretato Rosina) Cenzino Barbato ( che ha interpretato Francesco) Mario Signoretti Rocco Gallucci Massimo De Rosis Biagio Trimarchi Angelo Sposato Daniela Carfora Antonella Russo Francesca Longo Adele Diodati Tina Cacciola Nicola Piragine Tiziana Palmieri Antonello De Marco e poi ancora Luca, Adrea, Pietro, Ferdinando, Margherita, Chiara e Giorgia
Penso che un grazie di cuore ve lo meritate da tutti gli Spezzanesi