Riscaldono ancora le tradizioni della cultura arbëreshe di Spezzano Albanese
Spezzano Albanese e il suo territorio sono prevalentemente dediti all’ agricoltura. E l’ agricoltura cosi come molte attività di un economia agricola dipendono dalla metereologia.
E cosi come ci viene tramandato per tradizione dal mondo contadino del passato e dal passato ci riporta al presente nei suoi riti propiziatori volti e rivolti per la fertilità dei campi e della vita, l’ abbondanza dei raccolti e per la clemenza del tempo.
E così che i falò di San Giuseppe contrassegnati da una cultura pagana contadina, si svolgevano e si svolgono ancora in concomitanza della stagione della potatura degli olivi, le cui frasche si accatastavano in mucchietti per commemorare, poi venendo bruciate, gli antichi riti propiziatori che rimangono tutt’ ora in questa era moderna un aspetto affascinante delle tradizioni e delle credenze più popolari della nostra Spezzano Albanese.
E ad oggi possiamo dire che a Spezzano Albanese tra la nostra gente e nella nostra cultura arbëreshe particolarmente spettacolari sono i Falò di San Giuseppe che si svolgono per tradizione culturale nel nostro paese tra la notte del 18 Marzo e quella del 19 compresa che legano il rito pagano agreste alla benevolenza della preghiera rivolta al Santo come auspicio di benedizione per il lavoro e per il raccolto.
Ed è cosi che in questi giorni ci si riunisce per festeggiare San Giuseppe con i tradizionali falò che fanno da cornice ad un paese legato alle sue più vive tradizioni culturali, anche se c’è da dire come nota dolente che nella nostra era moderna dove vede più il cemento e il catrame a farla da padrone alla vista dei nostri orizzonti molto dello spirito di questa incantevole tradizione agreste è andata un pò scomparendo negli ultimi anni.
Ma ecco che la tradizione si rifà comunque ancora oggi viva come pretesto di festa paesana che come negli anni addietro trasforma le Gjitonie (rioni, vicinato) in tradizionali feste con l’ offerta d’ assaggio dei prodotti tipici locali quali il piatto di Lagana (tipica pasta) e ceci, vino casereccio e per finire un svariato assortimento di dolci tipici tra i quali le rinomate Vecchierelle (tipico dolce fritto e zuccherato) e il tutto contornato da un gran falò di frasche d’ulivo che accende e riscalda la tradizione e il divertimento.
Fra le moltissime gjitonie o cosiddetti vicinati che celebrano la festa si accendono cosi per molte strade grandi falò ed è un girovagare per le stradine del paese che portano da un falò ad un altro tra una gjitonia ed un altro vicinato adiacente dove i pellegrini e i compaesani sostano per un ballo ed un assaggio che li immerge nei sapori e nei profumi dei tradizionali prodotti che con gentile ed allegra ospitalità gli abitanti delle gjitonie (quartieri) offrono ai viandanti e partecipanti che si radunano intorno al calore dei falò e della stessa tradizione.
I tradizionali falò vengono accesi la sera, subito dopo il calare del sole, e si inoltrano fino a tarda ora lungo le strade e i viottoli del paese.
Fra tutti i falò e le gjitonie anche questo anno ha predominato nella tradizione la Gjitonia della Shëpjarelja ( La Casettina) che ha riproposto questa antica tradizione nel suo fascino più antico ma soprattutto nell’ allegria di condividerla e viverla in ogni aspetto facendo riemergere ogni peculiarità della sua cultura più tradizionale. E stato così acceso uno dei più grandi falò che ha radunato dentro tutta la cultura contadina come tradizione del passato che in questo giorno ha riversato l’ auspicio della tradizione popolare con l’ abbondanza dell’ allegria e dei palati che hanno potuto assaggiare oltre al divertimento dei balli e della musica anche i prodotti più tipici di questa terra di cultura arbëreshe.
Non da meno sono stati gli altri falò incontrati girando per le viuzze del paese dove ognuno si è potuto soffermare davanti alla luce calda della tradizione e del falò che ha visto tanta gente radunata intorno per continuare ancora a ballare ed ad assaggiare i sapori tipici offerti ancora e perchè no anche soffermandosi a sognare quel mondo cosi naturale che si può vivere mantenendo vive in ogni persona quelle tradizioni e quella cultura che lo lega alla terra su cui vive.. (F. Garofalo)
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