1 APRILE 1862 Il cantiniere spezzanese Simone
Molinari “manutengolo”, (fiancheggiatore), dei briganti, viene fucilato a
Saracena dal colonnello Pietro Fumel.
2 APRILE 1195 Domenica di Pasqua. Da Bari,
caricato su 160 fra cavalli e muli, lascia il sole d’Italia per le nebbie
tedesche, dove si trova ancora oggi, l’enorme bottino razziato in terra
siciliana dall’Imperatore Enrico VI. Forzieri pieni d’oro, argento, pietre
preziose e monete coniate a Palermo, Capua, Napoli, Amalfi, Bari, oltre a corone
e insegne regali sottratti dal sarcofago di Tancredi che venne aperto e
depredato di tutto compreso il famoso manto, la “Dalmatica”, oggi custodita a
Vienna.
3 APRILE 1312 Con la Bolla “Vox Clamantis in
Excelso”, papa Clemente V decretò, dopo 193 anni di presenza in Terra Snta, la
soppressione dell’Ordine dei Templari. La decisione assunta nel corso del
concilio di Vienne apertosi il 16/11/1311, è stata fortemente voluta dal Re di
Francia Filippo il Bello che voleva impadronirsi delle immense ricchezze
dell’Ordine. Il Concilio discusse, fra l’altro, anche del problema della povertà
dei francescani. Esso si chiuse il 6 maggio del 1312.
4 APRILE 1154 Domenica di Pasqua. Guglielmo I
“Il Malo” viene incoronato a Palermo, Re di Sicilia, Puglia, Calabria. E’ alto,
dotato di forza erculea, viso di spiccata bellezza marcato da una barba nera. E’
fiero, coraggioso, istruito. Di carattere ombroso, indipendente, pigro,
sensuale. Raffinato, si abbandona a tutti i piaceri del corpo e dello spirito.
Avido delle carezze delle mani esperte delle donne dell’harem, incline ai
consigli degli astrologi.
5 APRILE 1861 Passata l’euforia rivoluzionaria
trasmessa dall’impresa garibaldina, presentata come un’opportunità per
conquistare quella libertà e quel benessere sociale che le masse contadine
attendevano da sempre nel nostro meridione, subentra la triste realtà della
“piemontesizzazione” forzata e la disillusione per essere caduti dalla padella
alla brace. In questo clima che va facendosi sempre più rovente e che sfocerà in
parte anche nel fenomeno del brigantaggio, inizia in varie realtà il fenomeno
dell’occupazione delle terre. Il 5 aprile appunto, una massa di contadini
spezzanesi, all’incirca un migliaio, in gran parte donne, «…col pretesto
d’impossessarsi de’ terreni che si crede siano stati usurpati al Comune da
diversi proprietari di qui, si recarono in terreni a costoro pertinenti, e,
armata mano, abbattendone i limiti e i fossi circostanti, si permisero svellerne
circa 160 cantaja di radice liquirizia, del valore di Ducati 500. Fecero ciò
specialmente in danno di D. Luca Marini e di Michelangelo Diodato». La Guardia
Nazionale, all’epoca capeggiata dal Maggiore Vincenzo Luci, invitata dal sindaco
Domenico Luci a disperdere i manifestanti, non si mosse, anzi fece causa comune
coi rivoltosi.
6 APRILE 1792 Nasce a Spezzano dal notaio
Antonio e da Giulia Staffa, Giuseppe Maria Nociti, (padre di Giuseppangelo). A
10 anni viene mandato a studiare al collegio di S. Adriano, allora guidato dal
Vescovo Bugliari, zio di sua madre. Nel 1806, con l’assassinio del Vescovo e la
chiusura del Collegio, andò a studiare prima a Cosenza e nel 1815 a Napoli.
Qualche anno dopo vince la cattedra di Grammatica superiore nel collegio di
Monteleone (Vibo Valentia). Nello stesso collegio passò alla cattedra di Umanità
e Retorica e quindi in quella di Umanità a Salerno. Nel 1818 concorse per la
cattedra di Eloquenza e Letteratura italiana nell’università di Napoli. Non
vinse per mancanza di appoggi politici. Aprì quindi una scuola che venne chiusa
per le idee liberali che vi si professavano, le stesse dei fratelli Luigi e
Paolo (l’arciprete). Si dedicò quindi agli studi di medicina e delle scienze.
Conseguì lauree in legge, lettere, filosofia, e medicina. Fu vicepresidente
dell’Accademia Pontaniana e membro dell’Accademia Cosentina. Scrisse e pubblicò
molte opere. Sposò donna Mariangela Tedeschi di Fornelli (Campobasso) di cui si
innamora dopo averla avuta come paziente. Morì il 28 aprile del 1842, quando il
figlio Giuseppangelo non aveva ancora compiuto dieci anni.
7 APRILE 1767 Il Re Ferdinando di Borbone, (I
e IV di Napoli e III di Sicilia) raggiunta la maggiore età, (16 anni), sposa
Maria Carolina, figlia di Maria Teresa, Imperatrice d’Austria. Terzogenito
figlio di Carlo III di Spagna e di Maria Amalia di Sassonia, salì al trono nel
1759 all’età di otto anni sotto la reggenza del marchese riformista Bernardo
Tanucci e del conservatore principe di San Nicandro, Domenico Cattaneo. Il
prevalere di quest’ultimo sulla formazione del ragazzo, determinò un’educazione
triviale, poco attenta alle cose di Stato e molto incline al divertimento che
fecero sì che le redini del Regno fossero nelle mani della Regina, la quale ne
approfittò per far passare il Regno dall’orbita franco - spagnola a quella
austro - asburgico - inglese. Ferdinando cercava solo il divertimento e la
caccia. Amava mischiarsi con la bassa lega, vendere il pescato al mercato,
effettuare i bisogni corporali in pubblico e assumere altri atteggiamenti
immaturi. Morì il 5 gennaio 1825 all’età di settantaquattro anni e dopo
sessantacinque di regno. Ebbe 16 figli di cui 7 maschi e 9 femmine.
8 APRILE 1533 Un dispaccio dell’Imperatore
Carlo V (reso esecutivo il 3 marzo del 1538), concede ai coronei (Chinigò,
Marchianò, Stratigò, Pagadà, Rodotà), costituenti la ristretta cerchia della
nobiltà titolata, il godimento di molti privilegi come l’immunità assoluta da
«qualunque gravame, imposizione o donativo», inclusi gli 11 carlini all’anno per
ogni fuoco. Questo mentre a tutti gli altri profughi albanesi fu vietato fra le
altre cose, di andare a cavallo con sella, briglie e speroni o di recarsi in
città con cappelli e portare armi dentro l’abitato, mentre limitato era l’uso
dei mulini, della raccolta di legna da ardere, dell’acqua, del pascolo, etc.
9 APRILE 1799 Nel cosentino l’incarico di
celebrare i processi, all’indomani della riconquista borbonica dello stato
napoletano ad opera dei sanfedisti del cardinale Ruffo, con delega straordinaria
concessa il 9 aprile 1799 da Ferdinando II, venne demandato al Consigliere
Angelo Di Fiori. Dal “Notamento dei rei di Stato”, il registro che riporta i
nominativi dei condannati, emergono sei condanne a morte, di cui quattro
eseguite nel castello di Crotone e due in quello di Corigliano. La gran parte
venne condannata all’ergastolo e a lunghe pene detentive. I meno compromessi
condannati a pene minori, pecuniarie e di tipo rieducativo nei confronti della
Religione e della Corona, nell’aprile del 1800 godettero dell’indulto.
10 APRILE 1464 (Domenica di Pasqua) - Re
Ferrante, per dimostrare la sua gratitudine nei confronti di Skanderbeg,
(definito «Albaniae Dominus et Locumtenes noster generalis tamquam pater
carissimus»), il cui intervento armato fu determinante per il suo definitivo
affermarsi sul trono di Napoli, dona all’eroe albanese «Cum mero et misto
imperio» i feudi pugliesi di San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo ed una
provvigione annua di 1.200 ducati.
11 APRILE 1833 Nel suo viaggio attraverso le
Calabrie, Ferdinando II è a Castrovillari e passa per Spezzano. Per lui
l’Arciprete Cucci officia una messa solenne. Il Borbone aveva iniziato il suo
viaggio attraverso il Regno il 7 aprile, Domenica di Pasqua, volendo ridare
prestigio e fiducia alla decadente monarchia.
12 APRILE 1393 Il re Ladislao promette la
grazia ai baroni ribelli per accattivarsi le loro simpatie. Allo stesso
Venceslao Sanseverino, divenuto alleato del re, viene risparmiata la vita.
13 APRILE 1562 Gli Ugonotti invadono la chiesa
di Plessis in Francia ove è sepolto San Francesco di Paola. Ne estrassero il
corpo dalla tomba – che trovarono ancora intatto a 55 anni dalla morte – e lo
bruciarono col legno dei crocifissi della chiesa. Alcuni devoti confusi fra gli
ugonotti riuscirono a sottrarre alle fiamme parte delle ossa che vennero poi
distribuite ad alcune chiese dell’Ordine dei Minimi in Italia, Francia e Spagna.
A Paola, nella cappella del Santo, sono custoditi e venerati dal 1935, assieme
ad altre reliquie, importanti frammenti.
14 APRILE 1635 Nasce a Spezzano Albanese,
Vincenzo Mangiacavallo da Pietro Antonio e Domenica Bellusci. Sarà il parroco
del passaggio dal rito greco bizantino a quello latino quando il 4 marzo 1668
celebrerà nella chiesa di San Pietro la prima messa nel nuovo rito. Visse gli
ultimi tredici anni (Morirà il 14 giugno 1688) stranamente allontanato
d’improvviso dall’incarico di arciprete. Fatto ancor più strano è che, finché
visse, non si registrò più a Spezzano alcun matrimonio di rito greco bizantino,
matrimoni che invece dopo la sua morte, si verificarono di nuovo, anche se
sporadicamente, fino al 27 gennaio del 1741. I suoi funerali furono celebrati
dall’economo don Giuseppe Magnacavallo.
15 APRILE 1191 Lunedì di Pasqua. Enrico VI
riceve nella Basilica di San Pietro da Papa Celestino III la corona del Sacro
Romano Impero Germanico. Costanza è al suo fianco.
16 APRILE 1118 Martedì di Pasqua. Muore a
Palermo Adelaide degli Aleramici, regina di Gerusalemme, terza moglie di Ruggero
I (fratello di Roberto il Guiscardo) e madre di Ruggero II. Rimasta vedova nel
1101 e morto nel 1105 il primogenito Simone, fu reggente fino al 1112 del
secondogenito Ruggero II. Nel 1113 sposò Re Baldovino di Gerusalemme, matrimonio
annullato il 25 aprile del 1117. Venne sepolta nella cattedrale di Patti.
17 APRILE 1813 Nasce a Napoli Luigi
Settembrini. Il bisnonno, Ottavio Settembrino, originario di Nocara, si era
trasferito intorno al 1680 a Bollita (L’attuale denominazione di Nova Siri
risale al 6 marzo 1872). Il figlio della seconda moglie, Vincenzo (Settembrini),
trasferitosi a Napoli per motivi di studio, divenne avvocato ed ebbe tre mogli
che gli diedero 24 figli. Uno di questi, anch’egli avvocato, di nome Raffaele
(attivo durante i moti del 1799 - morì nel 1830), fu il padre di Luigi. La madre
Francesca Vitale (morta nel 1825) era anch’essa figlia di un avvocato di Nova
Siri. Con delibera del 31 maggio 1871, il comune di Bollita concesse la
cittadinanza onoraria a Luigi, al fratello Giuseppe, e al figlio di Luigi,
Raffaele. Luigi nel novembre del 1835, appena laureato, lo troviamo come
insegnante presso il liceo classico di Catanzaro, città ove risiedevano i
fratelli Giuseppe e Giovanni. Arrestato l’8 maggio del 1839 per aver fondato
assieme al calabrese Benedetto Musolino la setta segreta “Giovane Italia” ad
imitazione di quella del Mazzini, sconta tre anni di carcere. Fuggito quindi a
Malta e rientrato dopo pochi mesi, viene nuovamente arrestato e condannato a
morte per aver aderito alla setta “Unità Italiana”. Mutata la condanna in
ergastolo, sconta dieci anni fino al 1859, quando il governo napoletano, sotto
la pressione internazionale, decise di mandare in Argentina gli ergastolani
politici. La nave che trasportava Luigi Settembrini, fu bloccata a Cadice dal
figlio Raffaele, capitano di vascello. Luigi riparò a Londra. Alla caduta dei
Borboni tornò a Napoli, ove, nel 1861, ebbe l'insegnamento universitario di
letteratura italiana ricoprendo anche la carica di Rettore dell’ateneo
napoletano. Nel 1873 ebbe la nomina a senatore del regno. Di lui il suo grande
amico Francesco De Sanctis in occasione della presentazione delle prima edizione
de “Le Ricordanze” ebbe a dire: «Nato a patire più che a fare, nato al martirio
più che alla vittoria, santo tra santi, di una fede tanto più ardente quanto più
pura di ogni interesse».
18 APRILE 1863 Il deputato calabrese Luigi
Miceli, intervenendo alla Camera del Parlamento unitario, stigmatizza le
crudeltà usate dal piemontese colonnello Pietro Fummel, Ispettore della Guardia
Nazionale Mobile, chiamato a reprimere il brigantaggio calabrese.
19 APRILE 1926 Gennaro Cassiani (* Spezzano
Albanese – 13/09/1903 / + Roma – 14/07/1978), da poco conseguita la laurea in
legge a Napoli (25/07/1925) con una tesi in diritto costituzionale dal titolo
significativo, dati i tempi politici, “Il Diritto di resistenza individuale e
collettivo”, tiene presso il circolo di cultura di Scalea una conferenza nel
corso della quale si sofferma in maniera dettagliata sulle diverse figure di
filosofi, pensatori, scrittori, poeti e artisti calabresi, sottolineandone i
legami regionali in un’epoca in cui l’appartenenza geografica era un sentimento
del tutto estraneo ai più.
20 APRILE 1472 Muore a Milano Angelo Simonetta
Segretario di Stato e Consigliere dei duchi di Milano Francesco Sforza e
Galeazzo Maria, oltre che governatore di Lodi e signore di Sartirana. Era
originario di Caccuri (Crotone). L’altro fratello Giovanni, storico e anch’egli
segretario di Francesco Sforza, morì nel 1491. Angelo venne sepolto al Carmine
che aveva contribuito a ricostruire e dove la famiglia Simonetta aveva una
cappella dedicata a S. Francesco, mentre Angelo ne aveva una personale. Il
nipote Francesco (detto Cicco), anch’egli segretario di Francesco Sforza, dopo
l’uccisione di questi nel 1476, venne decapitato il 30 ottobre del 1480.
21 APRILE 1503 Il Capitano Hernando De
Alarçon, sconfigge l’esercito francese a Seminara, in Calabria. L’Alarçon, già
vittorioso in Spagna per aver contribuito alla definitiva cacciata dei Mori da
Granada (02/01/1492), era venuto a Napoli al seguito del “Gran Capitano”
Consalvo de Cordova.
22 APRILE 1702 Nasce a Scilla Folco Antonio
Ruffo di Calabria. Sarà il 13° Conte di Sinopoli e 6° Principe di Scilla. Rimase
vittima del tremendo terremoto che colpì la Calabria il 1783. Sperando di
salvarsi dopo le prime scosse del sisma avvenute nella notte fra il 4 e 5
febbraio, pensò bene di abbandonare il castello semidistrutto e allontanarsi dal
luogo del disastro, imbarcandosi con una sessantina tra familiari e cortigiani
in un barcone che però venne travolto dal maremoto. Il suo corpo non venne mai
ritrovato. Essendogli premorto l’unico figlio Guglielmo Antonio, gli succedette
il nipote che portava lo stesso nome, Folco Antonio Ruffo II di Calabria nato a
Sant’Onofrio il 16 maggio del 1749 e morto a Napoli il 9 aprile del 1803.
23 APRILE 1682 Nasce a Piana degli Albanesi
Giorgio Guzzetta, poeta popolare di formazione ecclesiastica (appartenne ai
Padri dell’Oratorio di San Filippo Neri) e fondatore nel 1730 del seminario
greco di Palermo che assolse al medesimo ruolo del Collegio Corsini in Calabria.
Da questo istituto uscì lo stesso Francesco Crispi. Il suo sogno della creazione
di un vescovado greco si realizzò solo nel 1937.
24 APRILE 1792 Nasce a Vaccarizzo Albanese da
Agostino e Rosa Ferriolo, Pasquale Scura. Alunno del Collegio, abbraccia la
carriera giuridica. Per le sue indiscusse qualità professionali e doti morali,
Garibaldi lo chiamò al suo fianco come Ministro della Giustizia il 21 ottobre
del 1860. Morì improvvisamente a Napoli il 13 gennaio del 1868.
25 APRILE 1836 Nella notte fra il 24 e il 25,
si verifica una forte scossa di terremoto nella Calabria citeriore,
particolarmente intensa anche con fenomeni di maremoto nell’area di Rossano -
Calopezzati. Così si legge in una relazione del Decurionato di Rossano: «Cariati
e Campana, terre che si incamminano a diventare città, abitate da industre
popolo, molta parte danneggiò il terremoto, ma nessun morto e sol pochi ebbero
il volto e il capo di pietre percosso e lacero. Le casupole, costrutte di terra
pigiata, gli antichi edifici e tutti i templi, stati saldi fino allora,
arrovesciati in ammassi informi occuparono le vie». Altre fonti riferiscono,
invece, che i morti furono complessivamente 239, di cui 40 a Crosia e 89 a
Rossano, mentre i feriti furono 592. Anche questa volta Spezzano ne uscì
praticamente indenne. In segno di ringraziamento furono portate in processione
tutte le statue delle Madonne esistenti nelle varie Chiese: l’Addolorata, la
Madonna delle Grazie, la Madonna del Carmine, e la Madonna di Costantinopoli.
26 APRILE 1434 La dodicenne sposa di Luigi III
d’Angiò Margherita di Savoia, (era nata il 7 agosto del 1420), partita dalla
capitale Chambery per raggiungere Cosenza, a giugno si imbarca a Nizza. Sorpresa
nella traversata da una violenta tempesta, si salva approdando a Sorrento, dopo
aver raccomandato la propria anima alla Madonna. L’evento è testimoniato da un
quadro ex voto donato al santuario della Madonna di Montevergine, oggi custodito
nel museo dell’abbazia.
27 APRILE 1526 Liberazione a Bayonne
dell’Imperatore di Francia Francesco I. Era stato fatto prigioniero durante la
battaglia di Pavia dell’anno prima, grazie anche ai meriti del capitano Hernando
de Alarçon, alla cui custodia venne poi affidato dopo la sua deportazione in
Spagna. Per i servigi resi dal capitano Alarçon in quella memoranda battaglia,
l’Imperatore Carlo V, con atto redatto a Toledo nel febbraio del 1526, gli
concede il titolo di Marchese legandolo alla concessione del territorio della
“Valle Siciliana” confiscato a Camillo Orsini del Pardo, feudo da localizzare
nell’area del Gran Sasso (Teramo). Nel 1532 come ricompensa per i servigi resi a
Cefalonia contro i turchi, Ferdinando de Alarçon ebbe assegnato il territorio di
Rende confiscato agli Adorno, nonché altri feudi confiscati a Lancellotto
d’Aquino e ad altri baroni ribelli. Nato in Spagna a Palomares de Huete (oggi
Palomares del Campo) nel 1466, morì a Napoli il 17 gennaio 1540. Egli
apparteneva al ramo dei Laredo de Mendoza di Vibo Valentia, che con i Baeza de
Mendoza di Tropea erano gli unici rami della casa in terra italiana. Sempre nel
1532 la famiglia Caraffa della Stadera, rea di aver parteggiato per i francesi,
perde il feudo di S. Lorenzo che viene assegnato al Capitano Alarçon. Ebbe due
figli: un maschio che premorì al padre e una figlia: Isabella Ruiz de Alarçon
che andò in moglie a Pedro Gonzales Hurtado de Mendoza, figlio di Alvaro,
signore della Torre di Estevan. Da questo matrimonio nacque prima don Ferrante
Alarçon della Valle Mendoza, morto prematuramente e quindi don Pietro Antonio
Alarçon della Valle Mendoza. A questi successe il figlio don Andrea e a questi
don Ferrante che completa la costruzione del castello di San Lorenzo sul cui
feudo la famiglia Mendoza ebbe giurisdizione fino al 1810.
28 APRILE 1588 Nasce a Saponara (oggi Grumento
Nova in prov. di Potenza) Luigi Sanseverino, discendente del ramo collaterale
dei Conti di Saponara, originati dal barone di Viggianello Giovanni Antonio
(fratello del 2° principe di Bisignano, Girolamo Sanseverino), che il 4/7/1477
aveva sposato Enrichetta Carafa. Alla morte senza eredi del 5° principe di
Bisignano Niccolò Bernardino Sanseverino, avvenuta a Napoli il 21/11/1606
(l’unico figlio maschio Francesco Teodoro gli era premorto il 27/11/1595),
l’eredità è pretesa dalla nipote Giulia Orsini, Signora di Vaglio (figlia della
sorella Felicia e del Duca di Gravina Antonio Orsini, che può essere considerata
la 6° principessa di Bisignano fino alla morte senza eredi, probabilmente
avvenuta nel 1609). Donna Giulia lascia erede delle sue “pretese” lo stesso Re
di Spagna Filippo III, che stabilisce appunto, la successione in Bisignano, a
favore di Luigi Sanseverino poi morto l’11/03/1669. Giulia Orsini aveva sposato
in prime nozze nel 1582 Giovanni Battista Spinelli Marchese di Fuscaldo e in
seconde nozze Don Tiberio Carafa, Principe titolare di Bisignano e cavaliere del
Toson d’Oro. Il nipote di Donna Giulia, Michele Antonio (*1538 - +1589), 7° Duca
di Gravina, conte di Campagna, patrizio napoletano e Signore di Castrovillari,
anch’egli pretendente all’eredità Sanseverino ebbe, in cambio della rinuncia, il
ducato di San Marco.
29 APRILE 1955 Al quarto scrutinio, con 658
voti su 833 votanti, viene eletto nuovo Presidente della Repubblica (1955/1962),
Giovanni Gronchi. Era nato a Pontedera (Pisa) il 10/09/1887. E’ morto il
17/10/1978 a Roma.
30 APRILE 1542 Alessandro Cassiani, Rettore
della Conservatoria di Terranova incamera 400 tomoli di grano comprati
dall’Università a 5 carlini a tomolo e 578 tomoli di orzo pagati a due carlini a
tomolo. All’epoca, grazie alla lungimiranza del principe Pietro Antonio, la
fertile pianura di Sibari produceva derrate alimentari e colture specializzate
in quantità. Oltre il grano e l’orzo, fiorente era la coltivazione della vite,
dell’ulivo, dei frutteti e dei legumi.