1 GENNAIO 1794 Un decreto di Re Ferdinando IV di
Borbone (poi riconfermato con due dispacci datati 1° febbraio e 1° marzo),
dispone il trasferimento del Collegio Corsini da San Benedetto Ullano a San
Demetrio Corone, presso il monastero di S. Adriano. Viene così esaudito il
desiderio dell’allora Vescovo Presidente Francesco Bugliari di Santa Sofia (la
denominazione “d’Epiro”, venne aggiunta nel 1863). L’Istituto assumerà la nuova
denominazione di “Collegio di Sant’Adriano”. Il Bugliari morì poi nel 1806
finito a pugnalate da Gian Marcello Lopez, capo dei sanfedisti locali. Fu
sostituito per un quarto di secolo da un’altra figura carismatica, il Vescovo
Domenico Bellusci di Frascineto, patriota e liberale.
2 GENNAIO 1492 Dopo otto secoli di dominio arabo, la
caduta di Granada cancella l’ultima presenza islamica in Occidente e completa la
riconquista spagnola dell’intera penisola iberica. L’assedio durò ben dieci
anni, finché la fame e le discordie interne dettero alla piccola enclave il
colpo di grazia. L’ultimo monarca, Boabdil aprì le porte dell’Alhambra ai
soldati spagnoli, tradendo il suo stesso popolo. Gli spagnoli ricambiarono il
favore permettendo (ma solo per un breve periodo di tempo) agli abitanti di
Granada di conservare le loro proprietà, religione, usi e leggi. Per
quest’avvenimento esultò tutta la Cristianità e a Roma Innocenzo VIII fece
organizzare un carnevale spettacolare e concesse a Ferdinando d’Aragona e ad
Isabella di Castiglia, diventati Re di Spagna, il titolo di Maestà Cattoliche.
3 GENNAIO 1881 Il nuovo Re d’Italia Umberto I, parte
da Roma in compagnia della famiglia reale (il futuro Vittorio Emanuele III ha 12
anni) e del Presidente del Consiglio Benedetto Cairoli, per un viaggio
nell’Italia Meridionale. Giunto a Napoli, s’imbarca sulla corazzata “Roma” che
lo porta a Palermo ove sosta fino al 12 gennaio. Attraversata la Sicilia, il 21
gennaio è a Catanzaro, il 23 a Cosenza. Il 24 gennaio il treno reale passa per
la stazione di Spezzano Albanese. Vincenzo Luci in divisa da Maggiore
garibaldino, col petto fregiato di medaglie guida la delegazione che si reca
alla stazione. La folla di osannanti provenienti da tutto il circondario
frammista a Carabinieri e garibaldini, donne spezzanesi e di Castrovillari in
costume, è enorme. Non era prevista alcuna fermata del treno reale, ma il
Maggiore Luci, scorgendo il Presidente del Consiglio Benedetto Cairoli, vecchio
amico di garibaldina memoria, gli intima gridando: “Cairoli, ferma quel c…. di
treno!”. Toccò a Cairoli spiegare al re chi fosse il Maggiore Luci. Il re annuì
e fece fermare il treno. Fra i postulanti di Spezzano c’era Mariarosa Giudice
col fratello Pietro, a cui si era incendiata la casa qualche tempo prima. La
poveretta, dietro suggerimento del Maggiore, fra le lacrime tentò di parlare al
re, ma toccò al Luci chiarire al sovrano la vicenda di Mariarosa, del fratello
Pietro e dell’altra sorella Anna, chiedendo che fosse loro ricostruita la misera
abitazione a spese del comune, data l’estrema indigenza dei tre orfani. Il re,
infatti, accolse la richiesta e sorridendo alla poveretta e infondendole
coraggio, le strinse la mano. Ma questo gesto fu fatale a Mariarosa, facendo
vacillare il suo precario equilibrio mentale. La poveretta uscì di senno
pensando che sarebbe divenuta sposa e regina, divenendo invece solo il bersaglio
dei discoli del paese che, ogni qual volta la vedevano, le gridavano dietro:
“Mariarò, rregj të do” (Mariarosa, il re ti vuole per sposa).
4 GENNAIO 1825 Nella notte è morto Ferdinando I, Re
delle due Sicilie (ex IV di Napoli e III di Sicilia). Era nato a Napoli nel
1751. Gli succede il figlio Francesco I, duca di Calabria dal 1778. Aveva
sposato nel 1797 Maria Clementina d’Austria e nel 1802 Maria Isabella di Spagna.
Reazionario bigotto e tirannico, morirà nel 1830.
5 GENNAIO 1867 Nasce a Spezzano Albanese Agostino
Ribecco da Domenico, sarto e Attilia Mortati, filatrice. Poeta spontaneo legato
al romanticismo italo-albanese, fu tra i maggiori difensori della lingua e della
cultura arbëreshe. Fu, oltre che Ufficiale sanitario, anche filologo e
numismatico. Allievo del De Rada, prese parte al 4° Congresso Albanese tenutosi
a Napoli nel 1093. Nel 1917 Pubblicò la raccolta di poesie Shpirt e Zëmer”
(Castrovillari, tip. Vincenzo Macrini) che include la precedente “Viersha Malli”
(Sòfia - Bulgaria, Cristo Luarasi, 1902), e altre liriche. La presidenza del
consorzio delle Venaglie passava al Dott. Luigi Longo, mentre una deputazione
presieduta dall’avv. Luigi Cucci e della quale faceva parte lo stesso Sindaco
Mancioli, si reca a Roma per reperire ulteriori fondi. Cosa che ottiene mediante
i buoni uffici dell’On.le Michele Bianchi che interessò direttamente l’On.le
Luigi Fera, originario di Cellara. Morì all’età di 61 anni, colpito da emorragia
cerebrale. L’epigrafe cimiteriale dettata da Ferdinando Cassiani recita:
«AGOSTINO RIBECCO - MEDICO SCIENZIATO POETA - ELESSE IL DOVERE METODO DI VITA
L’ONESTA’ RELIGIONE CIVILE LA BONTA’ MISSIONE MORALE. TORMENTO INDICIBILE DELLA
SUA ANIMA GENTILE FU LA LIBERTA’ DEL POPOLO ALBANESE. MORI’ DI QUESTO SOGNANDO
L’ANTICA GRANDEZZA – 1867 – 1928».
6 GENNAIO 1880 Nasce a Ibrik-Tepe (altre fonti lo
danno nato a Qytezë), presso Adrianopoli, Noli Fan Stylian, il papas fondatore
della chiesa autocefala albanese che propugnava l’uso della lingua albanese
nella liturgia. Eclettico sacerdote e poliedrico letterato, viene ricordato per
il suo impegno letterario, religioso nonché politico. Presidente del Consiglio
dei Ministri nel 1924. Traduttore attento di varie opere di famosi autori come
Cervantes, Shakespeare, Ibsen, Longfellow, Edgar A. Poe. Vanno ricordate le sue
opere: “Israelitët e Farisenjtë” (Israeliti e Filistei, dramma del 1907); una
raccolta di liriche “Album” del 1948 e “Istorinë e Skënderbeut” (La storia di
Skanderbeg, 1921). Nel 1924 si pone a capo dell’insurrezione contro Ahmed Zogu,
costituendo un governo filo-italiano. La vittoria di Zogu lo vede esule a Boston
quale metropolita ortodosso albanese. Muore a Fort Lauderdale (Usa) nel 1965.
7 GENNAIO 1830 Nasce a Spezzano Albanese da Nicola e
Mariangela Chiurco, Giuseppe Marchianò, patriota e giurista. A 18 anni scappa
dal seminario di Cetraro per correre sui campi di battaglia. Condannato, si dà
alla latitanza. “Sospesi gli arresti” nel 1852 in ragione della giovane età,
riprende gli studi a Napoli laureandosi in giurisprudenza. Ma i suoi trascorsi
rivoluzionari gli bloccano l’ingresso in magistratura. Arrestato il giorno dopo
l’attentato di Agesilao Milano come complice resta in carcere fino al
28/06/1860. Scarcerato e ferito al polmone e all’inguine destro nel corso della
rappresaglia ordinata dal Capitano Potenza, fu salvato da un passante che lo
trasporta all’Ospedale dei Pellegrini. Il 7 settembre presenzia all’ingresso di
Garibaldi a Napoli. Nonostante la malferma salute partecipò alla battaglia di
Capua e Caserta. Scrisse il poema “Kangjeli zogut” (La canzone dell’uccello) che
inneggia alla libertà. In epoca post-unitaria, fu Segretario di I classe nel
Ministero di Grazia e Giustizia a Napoli, Torino, Firenze. Pensionato nel 1896
col grado di Ispettore Centrale dell’Economato Generale, muore a Napoli il 7
aprile del 1902.
8 GENNAIO 1885 La loggia massonica “Bruzia”, nata
nell’ottobre del 1874 dal contrasto con quella de “I pitagorici cratensi
risorti” (fondata nel 1860 da Erennio Ponzio, riconosciuta dal “Grande Oriente
d’Italia” il 3 dicembre 1874 e poi demolita nel 1875 dalla Sezione Concistoriale
di Napoli), più volte sciolta e ricostituita, viene nuovamente sciolta con
decreto n. 51 dal Gran Maestro e nuovamente ricostituita il 2 marzo. In
quest’occasione, i dissidenti fondarono la loggia “Excelsior” a sua volta
scioltasi l’anno seguente con il trasferimento di gran parte degli adepti alla
loggia “Skanderbeg” di Lungro.
9 GENNAIO 1693 A partire da tale data e fino al 31
maggio, si verifica una serie continua di scosse telluriche in tutto il
mezzogiorno d’Italia. Fortissime quelle dell’11 gennaio che distrussero Catania.
Spezzano Albanese ne esce miracolosamente indenne.
10 GENNAIO 1878 Sale sul trono del Regno d’Italia,
succedendo al padre Vittorio Emanuele II, il re Umberto I di Savoia. Era nato a
Torino il 14 marzo del 1844. La madre era Maria Adelaide di Ranieri. Prende
parte volontariamente alla III guerra di Indipendenza a capo della XVI
divisione, coprendosi di gloria a Villafranca nella giornata di Custoza. Durante
il suo regno si meritò l’appellativo di “Re buono”. Muore il 29 luglio 1900 a
Monza per mano dell’anarchico Gaetano Bresci che gli spara tre colpi di pistola.
Bresci, ritornato apposta dagli Stati Uniti per compiere il regicidio, era nato
a Prato il 21 novembre del 1869 e fu trovato morto in cella, pare suicida, il 22
maggio del 1901. Sul trono d’Italia sale Vittorio Emanuele III nato a Napoli nel
1869 e morto in esilio nel 1947 ad Alessandria d’Egitto. Aveva sposato Elena,
figlia del principe Nicola del Montenegro.
11 GENNAIO 1105 E’ questa la data presumibile della
fondazione del Patirion da parte di San Bartolomeo da Simeri. Costruito a 600
metri sul livello del mare nelle montagne tra Rossano e Corigliano, è dedicato a
Santa Maria della Nuova Odigitria, ma è conosciuto come Santa Maria del Patìre o
semplicemente Patire. Grazie alle donazioni e ai privilegi concessi dai
Normanni, fu uno dei più ricchi e importanti cenobi basiliani dell’Italia
meridionale. Dal suo “scriptorium” uscirono preziosissime trascrizioni di
codici, molti dei quali sono oggi conservati nella Biblioteca Vaticana e
nell'abbazia di Grottaferrata. Soppresso dai Francesi nel 1806, venne
abbandonato.
12 GENNAIO 1848 Dopo le prime avvisaglie
rivoluzionarie di Milano del 3 gennaio, i moti si propagano a Palermo e come
un’epidemia si diffondono per tutta l’Italia e l’Europa. A Napoli il 27 gennaio,
a Parigi il 23 febbraio, a Budapest il 3 marzo, a Vienna il 13 marzo, a Berlino
il 18 marzo e nuovamente a Milano dal 18 al 23 marzo (le 5 giornate) e quindi a
Venezia che scaccia gli austriaci.
13 GENNAIO 1916 Muore a Spezzano Albanese Orazio
Rinaldi. Era figlio del Notaio Andrea e di Mariangela Bellezzi. Educato nel
collegio di S. Adriano, partecipò attivamente ai moti del 48. Anch’egli subì il
carcere di S. Maria Apparente in Napoli dal 1856 al 1860. Prese parte
all’impresa dei Mille in qualità di luogotenente nella battaglia di Capua. Dopo
l’Unità, il Segretario di Stato Silvio Spaventa lo nomina Ispettore Capo della
Questura di Napoli ove rimase fino al 1° settembre 1885. Era nato a Spezzano il
25 agosto del 1830.
14 GENNAIO 1471 Sul letto di morte nel castello di
Terranova da Sibari, il primo Principe di Bisignano, Luca Sanseverino, chiama a
raccolta l’intera famiglia per fare testamento. I figli maschi legittimi
Girolamo (erede), Carlo e Giovanni Antonio ebbero suddivisi i beni feudali e
burgansatici. Il primogenito Girolamo venne proclamato erede universale. Alla
figlia Covella (Gubella) lascia la “dote di paraggio” e 50 mila ducati in caso
di matrimonio con Federico d’Aragona, figlio del Re, ridotti a 12 mila, oltre al
corredo, nel caso il matrimonio non si dovesse concludere. Anche le figlie
naturali Giovannella e Nicola (femmina?) e Roberto ebbero la loro parte. Esprime
infine il desiderio di essere sepolto nella chiesa di San Francesco a Bisignano
vestito del saio. Morirà nel corso dell’anno seguente, molto probabilmente fra
l’8 maggio e il 14 luglio 1472.
15 GENNAIO 1921 Al 17° congresso di Livorno del
Partito Socialista Italiano svoltosi al teatro Goldoni dal 15 al 20 gennaio,
Amedeo Bordiga annuncia la scissione dell’ala rivoluzionaria (minoritaria) che
dà vita al Partito Comunista d’Italia (PCdI) che aderisce alla Terza
Internazionale Comunista. Fra i fondatori del nuovo partito (prima era iscritto
al partito socialista massimalista), è da annoverare l’avvocato spezzanese
Giovanni Orazio Rilaldi, nato a Napoli il 23 febbraio del 1883. Rinaldi subito
dopo la caduta del fascismo, il 26 luglio del 1943 fondò a Spezzano una sezione
del Partito Comunista e il 14 settembre, all’arrivo delle truppe alleate
neozelandesi a Spezzano Albanese, venne nominato Commissario prefettizio in
sostituzione del podestà Ambrogio Cassiani. Morì a Spezzano Albanese il 1°
febbraio del 1960.
16 GENNAIO 1859 Luigi Settembrini viene imbarcato
sulla corvetta “Stromboli” per essere esiliato, assieme agli altri condannati –
in tutto 66, fra cui Silvio Spaventa, Carlo Poerio, Giuseppe Pace, Domenico
Mauro – negli Stati Uniti d’America (New York). Il figlio del Settembrini,
Raffaele, saputo che a Cadice i detenuti avrebbero trasbordato su un mercantile
americano, raggiunse la città portoghese e, sotto mentite spoglie, si fece
assumere dal comandante del battello americano come cameriere. La minaccia di
essere denunziato alle autorità americane per aver trasportato i patrioti
italiani contro la loro volontà ed essere accusato per questo di tratta degli
schiavi, ma anche perché gli venne pagata la restante somma che in America
avrebbe dovuto riscuotere dal console borbonico di New York, (cinque mila
“colonnati”), convinse il comandante della “David Stewart” a sbarcare gli esuli
a Queenstown nella baia di Cork in Irlanda, ove furono accolti benevolmente il 6
marzo 1859. Da qui gli ormai ex prigionieri politici il 19 sbarcarono a Bristol
e il giorno 21 a Londra, ove furono accolti con grandi festeggiamenti. Nella
capitale inglese incontrarono fra gli altri, l’Ambasciatore di Sardegna Emanuele
D’Azeglio, Giuseppe Mazzini, Francesco Crispi, Rosolino Pilo, Aurelio Saffi ed
altri.
17 GENNAIO 1468 Giorgio Castriota Skanderbeg muore
ad Alessio, stroncato da febbre malarica. Aveva ivi convocato tutti i capi
albanesi della Lega e i veneziani per coordinare le operazioni contro i turchi.
“Un simile leone - disse Maometto II - non nascerà più sulla terra”. Fu sepolto
nella cattedrale di San Nicola di Mira. Gli albanesi resistettero per altri 11
anni guidati dall’esempio e dal ricordo di Giorgio Castriota Scanderbeg, simbolo
di un’era, campione dell’umanità. Le sue ossa sarebbero state dissotterrate dai
turchi che se le sarebbero distribuite come talismani da portare al collo,
incorniciate in oro. Alla sua morte i montanari indossarono in segno di lutto
una mantellina nera che portano tutt’oggi. Lasciò due figli: Voisava e Giovanni.
18 GENNAIO 1919 Don Luigi Sturzo da una camera
d’albergo di Roma, lancia il suo appello: "A tutti gli uomini liberi e forti,
che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini supremi
della patria, senza pregiudizi né preconcetti, facciamo appello perché uniti
insieme propugnino nella loro interezza gli ideali di giustizia e di libertà…”.
E’ l’atto di fondazione del Partito Popolare Italiano. Il sacerdote era nato a
Caltagirone il 26 novembre del 1871 a Roma l’8 agosto del 1959.
19 GENNAIO 1872 Colpito da male incurabile, muore a
Firenze il patriota Domenico Mauro (secondo altre fonti sarebbe morto il 17
gennaio 1873). Le sue ossa riposano in Santa Croce. Studente del Collegio e
mazziniano della prim’ora, fu poeta letterato e patriota illustre. Prese parte
alla spedizione dei Mille partendo da Quarto con suo fratello Raffaele. (Due
altri fratelli, Alessandro e Vincenzo, furono catturati e uccisi a Campotenese
nel 1848. Ad Alessandro venne mozzato il capo dopo che ebbe ucciso un ufficiale
borbonico che gli intimava di gridare “Viva il Re, Viva la corona”). Francesco
De Sanctis nel corso delle sue lezioni di letteratura meridionale all’Università
di Napoli ebbe a dire di Domenico: «Quando l’Italia avrà ricuperato il pieno
possesso del suo senso morale e si avvezzerà a guardare dietro lo scrittore
l’uomo, a guardare gli uomini non da quello che scrivono ma da quello che fanno;
allora se vi sarà un libro d’oro dei grandi caratteri e dei grandi patrioti non
mancherà una pagina a queste virtù di Domenico Mauro». Ideatore e organizzatore
dei moti di Cosenza del 15 marzo 1844, venne scoperto, arrestato e tradotto
prima nelle carceri di Cosenza e quindi in Santa Maria Apparente da dove uscì
l’anno seguente per rifugiarsi temporaneamente a Zurigo. Primo eletto con 8.000
suffragi nel suo collegio alle elezioni per la costituzione del parlamento
napoletano, rientra in Calabria per riorganizzare la rivoluzione in seguito ai
fatti del 15 maggio a Napoli. Fallito il tentativo ripara prima a Corfù e poi a
Torino, ove maturò la sua adesione all’ideale unitario sotto i Savoia. Nel
parlamento post-unitario, ricoprì la carica di deputato per due legislature.
Alfine, stanco degli intrighi e dei compromessi politici si ritirò a vita
privata. Era nato il 13 gennaio 1812 a San Demetrio Corone, da Angelo e Caterina
Lopez. (Altre fonti fra cui Giovanni Laviola lo danno nato il 17/12/1812).
20 GENNAIO 1799 Nasce a San Giorgio Albanese Paolo
Nociti da Antonio e Giulia Staffa, entrambi di Spezzano. Quando aveva due mesi i
genitori rientrano a Spezzano. Di tendenze liberali, come tutti i Nociti, viene
ordinato sacerdote il 24/05/1825 e quindi nominato arciprete a Tarsia. Dal 1836
al 1839 dimora a Fornelli, in provincia di Campobasso, chiamatovi dal fratello
Giuseppe Maria, professore, letterato e medico. Rientra quindi a Tarsia ove il
popolo lo reclama. Nel 1852, alla morte dell’Arciprete Ferdinando Guaglianone
Seniore, vince il concorso e diventa arciprete di Spezzano fino alla morte, il
27 (o il 21) marzo 1871.
21 GENNAIO 1626 Nasce a Regina (oggi frazione di
Lattarico) Papa Innocenzo XII, al secolo Ottavio Francesco Giuseppe Antonio
Pignatelli. La testimonianza è conservata nel registro parrocchiale di San
Giovanni di Regina, ove una notazione segnata sul margine sinistro del foglio
del registro, recita: “Fu Pontefice con il nome di Innocenzo XII nel 1691. Fu un
Pontefice savio e Santo, abolì il Nepotismo, con una celebre Costituzione,
trasse dalla venerazione del Pontificato anche agli eretici. L'Arcip. Molinari
di Acri ha notato la sua memoria”. La storia ufficiale dei papi considera invece
Innocenzo XII nato a Spinazzola in Basilicata il 13 marzo del 1615.
22 GENNAIO 1891 Quarto di sette figli, nasce ad Ales
(Cagliari), da Francesco e Giuseppina Marcias, Antonio Gramsci, le cui radici
affondano in una cultura, quella albanese e arbëreshe pregna di caparbietà,
rigorosità morale, valori positivi, dignità e coraggio. Una banale caduta gli
provocherà una deformazione irreversibile alla colonna vertebrale. Sposò Julka
Schucht conosciuta a Mosca nel 1922 dalla quale ebbe due figli: Delio e
Giuliano. Arrestato nel 1926, il 4 giugno del 1928 venne condannato a 20 anni, 4
mesi e 5 giorni di reclusione. Ammalato di tubercolosi dal 1931, morì per
emorragia cerebrale il 27 aprile del 1937, presso la clinica di Roma
“Quisisana”, il giorno prima della effettiva scarcerazione. Le sue ceneri prima
inumate al Verano, sono state poi trasferite nel cimitero inglese di Roma.
23 GENNAIO 1487 Re Ferrante garantisce a Gerolamo
Sanseverino il possesso delle terre di San Marco, Acri e Bisignano che si erano
ribellate al giogo feudale per tornare al demanio. Questo gli dà l’illusione di
essere tornato nelle grazie del Re dopo che questi prese parte attiva alla
congiura dei baroni intrapresa due anni prima.
24 GENNAIO 1806 Nel corso della ritirata borbonica
verso la Sicilia, (Ferdinando IV abbandonò la capitale il 17 gennaio), muore a
Spezzano il brigante Stefano Cicalese di anni 42. L’Arciprete Vincenzo Maria
Cucci così ne riporta la fine nel registro dei morti «…e perché era ridotto in
uno stato da non poter camminare esalò l’anima vicino alla casa di Francesco
Gullo, e fu seppellito in una fossa fatta scavare dal Comandante del Consiglio».
25 GENNAIO 1735 Con la fine della guerra di
successione polacca, Carlo VI imperatore d’Austria e re di Napoli, per via degli
accordi diplomatici perde il trono di Napoli e Sicilia che viene assegnato al
giovanissimo Re Carlo III di Borbone (VII come re di Napoli e I come re di
Sicilia, era figlio di Filippo V di Spagna e di Elisabetta Farnese, erede del
ducato di Parma e Piacenza). La sua dinastia resterà al potere fino al 1860. Il
25 gennaio del 1735, durante una sua visita nel Regno, si ferma a Terranova, ove
“si compiace” di assistere ad una esibizione folcloristica dei misteriosi e
sconosciuti sudditi albanesi di Spezzano. Presso il sontuoso teatro attiguo al
castello, il principe Vincenzo Spinelli fece rappresentare in onore del Sovrano,
la commedia “L’infortunio fortunato”. Sovrano illuminato, Carlo III intraprende
una forte riorganizzazione della macchina statale che interessa tutti i settori,
coadiuvato da abili ministri, quali Bernardo Tanucci e il Marchese di Squillace.
26 GENNAIO 1424 Il Re di Napoli Luigi III d’Angiò,
conferma la ricompensa già concessa il 15 ottobre del 1423 a Ruggero Sanseverino
figlio di Venceslao (ucciso dal Re Ladislao d’Angiò – Durazzo dopo la fallita
congiura del 1403/1405), per l’aiuto avuto nella lotta per la conquista del
trono. In tale data ordina «…al giustiziere di Calabria Citra di provvedere a
far restituire a Ruggero Sanseverino conte di Tricarico e Altomonte alcuni beni
stabili feudali e burgensatici siti in Cosenza e nelle sue pertinenze e di
reintegrarlo nei diritti e titoli ad essi concessi…».
27 GENNAIO 1186 Enrico VI Hohenstaufen, figlio di
Federico Barbarossa, 21 anni, sposa a Milano la trentaduenne Costanza
d’Altavilla. Il matrimonio gli conferì il diritto alla successione sul trono
normanno di Sicilia e Puglia che ottenne nel 1195 alla morte di Tancredi di
Lecce.
28 GENNAIO 1725 Muore, all’età di 77 anni Giovanni
Battista Cucci, primo fondatore della chiesa del Carmine. Quattro anni dopo
muore la moglie, Teresa Petrone di Lattarico. Entrambi, come avvenne per i
cinque figli che gli premorirono, (altri tre sopravvivono, fra cui don
Alessandro, realizzatore della nuova chiesa e del ritiro del Carmine), vengono
sepolti nella loro chiesetta gentilizia del Carmine.
29 GENNAIO 1488 Il Notaio Troilo Terranova di
Castrovillari, su ordine di Don Francesco Sereno, nominato dal Re di Napoli
Ferrante Aragona, Amministratore del Principato di Bisignano, trasferisce su
pergamena, «…alcune regie lettere… colle quali si dona l’autorità a detto Don
Francesco Sereno di potere vendere, alienare, affittare e raccogliere gli
affitti, entrade e prezzi convenienti a beneficio della Regia Corte delli
infrascritti beni,città, terre, castelli, casali e luoghi che furono de’ baroni
che si detengono di nostro ordine, come devoluti al nostro Regio Fisco per li
loro demeriti, e sono, cioè Lauria, Castelluccio … Corigliano, Bisignano, S.
Marco, Altomonte, Tarsia, Terranova…». L’assenza dei Sanseverino dai feudi
calabresi, duro un decennio.
30 GENNAIO 1222 Alla presenza di Federico II e
dell’Arcivescovo della città, Luca Campano (arcivescovo di Cosenza dal 1201 al
1224), presenti anche gli arcivescovi di Reggio e di Taranto, i vescovi di
Mileto, di Bisignano, di San Marco, di Bellocastro, di Siracusa e di Martirano,
viene consacrato dal cardinale Niccolò Chiaromonte, Vescovo di Tuscolo,
Delegato Apostolico, il Duomo di Cosenza ricostruito sulle rovine della
chiesetta di San Michele Arcangelo crollata durante il terremoto del 9 luglio
1184. In occasione della consacrazione del 1222, secondo la tradizione locale,
peraltro non confermata dalla documentazione, Federico avrebbe donato alla
Chiesa cosentina la preziosa Stauroteca, croce reliquiaria realizzata in lamina
d’oro applicata ad uno scheletro di legno, smalti e pietre preziose e contenente
alla base una reliquia della Santa Croce. Sul recto, gli splendidi medaglioni a
smalto raffigurano al centro il Cristo crocefisso, l’Addolorata, San Giovanni
Battista, un Arcangelo discoforo e l’Etimasia. Sul verso, il Pantokrator.
31 GENNAIO 1956 Muore a Spezzano Albanese ove era
nato il 13 febbraio del 1873, Antonio Lupinaro. Figlio di Giuseppe e di Lupinaro
Cintia, fu maestro d’arte, decoratore e poeta.