Conoscere storicamente la propria terra rappresenta sempre una nota di
merito, perchè significa acquisire consapevolezza critica delle proprie origini,
cioè delle cause che hanno dato vita al contesto sociale e culturale attraverso
il quale noi ci esprimiamo. Se biologicamente siamo figli di due genitori,
culturalmente siamo figli della storia della comunità a cui apparteniamo.
Conoscere questa storia significa consoscere se stessi, saper dire chi siamo e
cosa vogliamo.
La storia, afferma Marc Bloch, ha una duplice funzione: "Farci comprendere
il presente mediante il passato, e comprendere il passato mediante il presente".
Più avanti, volendo definire il mestiere dello storico", egli aggiunge che alle
fonti narrative occorre affiancare tutte le testimonianze utili; non solo
raccogliere le fonti, ma anche sapientemente interrogarle, onde trarre tutte le
informazioni che sono capaci di darci, anche "loro malgrado". Le tracce dell'
attività degli uomini vanno raccolte, selezionate, disposte in ordine
cronologico, organizzate in serie.
E' ciò che, con pazienza, perseveranza ed acume critico, ha fatto Raffaele
Fera, raccogliendo e sistemando cronologicamente le molteplici notizie, tracce,
documentazioni, che si riferiscono alle vicende umane dei tanti popoli che per
lunghi secoli ( dal 1042 al 1572, nella prima parte; e dal 1572 al 1983, nella
seconda ) hanno vissuto ed operato nella terra calabra intorno all' odierna
Spezzano Albanese, ed, in generale, in tutta la provincia cosentina o Calabria
Citeriore.
Lo scopo dell' autore è studiare i fatti da cui ha avuto origine il proprio
villaggio nel suo affacciarsi "alla storia" e nel suo integrarsi "nella nuova
Patria". Storia locale, dunque, ma non storia minore, perchè le vicende
presentate non sono altro che momenti e brandelli dei grandi eventi storici che
hanno interessato i popoli del Meridione d' Italia, attraverso i secoli.
La Storia locale è quella che ci attira di più perchè in essa, in primo
piano, siamo noi e la terra dove viviamo; le vicende che vi accadono ci
coinvolgono direttamente e toccano i nostri sentimenti.
"La Storia locale è storia totale di una comunità che si è insediata e vive
in un territorio; essa rappresenta l' oggetto più interessante agli occhi dei
discenti", afferma Tobia Cornacchioli ( Lineamenti di didattica della storia --
L. Pellegrini Editore ). E' la storia, quindi, con maggior valore didattico ed
educativo, dalla quale la scuola dovrebbe partire.
La presentazione degli eventi in ordine cronologico, che il nostro autore
ha privilegiato, indicando anche il giorno della settimana ove è stato possibile
riscontrarlo, non è un semplice "assemblaggio", poichè dà un particolare
colorito agli avvenimenti e consente accostamenti di fatti di natura diversa,
distanti nello spazio, ma accomunati dalla contemporaneità.
La cronologia e la gegrafia sono gli occhi della storia. Una
narrazione di eventi storici priva di indicazioni cronologiche e di riferimenti
geografici diventa astratta e romanzesca, perdendo i connotati che devono
caratterizzare i fatti realmente accaduti, che s' inverano nell' essere tali:
"Verum ipsum factum" - afferma Gianbattista Vico.
La ricerca di Raffaele Fera, ha, inoltre, un particolare pregio nella
richezza di contenuti che presenta, nella chiarezza dell' esposizione e nelle
considerazioni, sempre confortate dal riscontro con le fonti. E' pregevole
ancora per l' ampiezza temporale che abbraccia, nonchè per l' orizzonte
territoriale, ricco di tracce e di fonti (spesso testimonianze mute) non ancora
adeguatamente studiate e valutate dagli storici.
Egli presenta le vicende legate alle trasmigrazioni delle popolazioni
Arbëreshe nelle contrade calabresi. Evento, questo, quanto mai complesso per gli
incotri tumultuosi tra i vari popoli e le varie culture; e per la molteplicità
dei personaggi coinvolti, tra i quali spicca su tutti la figura leggendaria del
singore di Kruja, Giorgio Castriota Skanderberg, la cui vita è una pagina di
storia tra le più affascinanti.
raffaele Fera ha aperto una strada in una contrada storica di particolare
interesse culturale, in cui si intrecciano vicissitudini dalle quali ha preso il
via la civiltà dell' Europa moderna. E' una breccia che egli potrà ripercorrere
con la perseveranza e la diligenza che lo contraddistinguono. Il suo lavoro,
inoltre, potrà offrire ad altri lo stimolo a seguirlo alla ricerca di preziosi
arricchimenti. Per tutto ciò, dobbiamo essergli grati, come Arbëreshë e come
calabresi. [Tratto dalla Prefazione del
libro]