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Nota introduttiva a cura di Pierfranco Bruni
C’è un
verseggiare che si fa cammino, cammino tra i
luoghi e quei luoghi che giocano con le metafore anche attraverso il
linguaggio. Anna Maria Basile ha un tratto nel suo “recitato” leggero ma censivo. La tensione è fatta dalle emozioni
che si raccolgono leggendo ogni parola, ogni
accenno, ogni segno. Ma leggere questo cammino della Basile è come ascoltare la
pienezza di un sentimento che è ricco di tradizioni, di lontananza e di
intrecci che hanno visioni tra il poetico e l’ antropologico. Ma la parola è fatta sempre di visioni, perché in ogni
parola la visione si proietta in immagini.
Immagini – Tempo.
Ecco allora il senso del
raccontare – verseggiare mai dimenticando l’ orizzonte
dei luoghi.
I luoghi e gli amori sono
sempre un intreccio di coordinate nel magico cerchio della vita. Si
avvertono le emozioni. Come se fossero vento o alito di
mare e di paese.
Ma è sempre un
comunicare compiuto senza che i ricordi possano essere dimenticati o
abbandonati lungo le strade del vivere. Vivere è anche, in questo caso,
dare senso al linguaggio, ovvero ai linguaggi.
Ci sono sommessi suoni che
danno senso ai linguaggi. E così ci si incammina, con pazienza, a raccogliere le voci e i
destini della poesia.
Questa poesia della Basile
traccia percorsi che hanno passato ma sanno vivere il quotidiano e il
presente.
Pierfranco Bruni
Rappresentante
Commissione UNESCO
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